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Lungimiranza

Posso dire che, in un certo senso, ho il mio personale concetto di lungimiranza. Guardare il futuro con obiettività è una scelta ineccepibile e necessaria per non farsi trovare impreparati davanti al mondo, ma questo non toglie che ci siano diversi modi di analizzare le situazioni e anche diverse finalità. E se da una parte è giusto avere una cognizione obiettiva del mondo per non farci trovare impreparati, dall’altra è anche giusto avere un controllo su noi stessi, ovvero sulle nostre emozioni e sui nostri pensieri. Pensare solo in maniera neutra e obiettiva al futuro, senza un pizzico di ottimismo ed entusiasmo, ci deprime e aumenta la possibilità che le cose vadano male. In psicologia questo meccanismo viene chiamato “effetto Pigmalione” o “profezia che si auto-avvera”, è quello che succede quando dici che un ostacolo è più grande di te: non lo oltrepasserai. Avere un atteggiamento negativo verso il futuro, per quanto magari prenda spunto dalla cruda realtà, ci rende lentamente ciechi alle cose belle, alle opportunità della vita. Per me, la lungimiranza deve includere l’ottimismo, come la disciplina professionale deve includere l’empatia.

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