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Il Coraggio

Credo che il coraggio sia avere la forza di guardarsi dentro con sincerità, riconoscere i propri limiti e imporsi l’obiettivo di superarli. Per gli stessi motivi credo che, come chiedere scusa per i propri errori, anche chiedere aiuto agli altri sia un atto di coraggio. Invece spesso pensiamo che sia sinonimo di debolezza, che chiedere aiuto sia un po’ da “sfigati”, soprattutto perché viviamo in una realtà globalizzata e digitale in cui tutti si mostrano pronti, competenti, vuoti di domande e pieni di risposte. Ho passato molti anni della mia vita limitato da questa convinzione, temendo che chiedere aiuto avrebbe rovinato l’idea che gli altri avevano di me, sbattendo più volte contro il muro pur di non mostrare le mie debolezze. Per fortuna oggi ho invertito la rotta e mi faccio frenare molto meno da questo limite, sono state tante le volte in cui mi sono pentito di non aver chiesto una mano o di averlo fatto quando era ormai troppo tardi. Provo a trasmettere questo insegnamento anche ai nostri collaboratori più giovani, ma vedo che non è per niente facile, forse perché loro in quel mondo digitale pieno di fenomeni ci sono dentro molto più di me. Forse c’è un conflitto generazionale nel nostro Paese, spesso si appartiene a delle categorie e si alzano muri che impediscono ai più giovani e ai più anziani di aiutarsi gli uni con gli altri, a meno che non si tratti di nonni e nipoti, decisamente troppo poco per colmare una distanza tra generazioni. Solo se accettiamo di conoscere noi stessi, pur sapendo di poter riaprire dolorose ferite, possiamo innescare un circolo virtuoso e cambiare in meglio la nostra vita.

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