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Essere 2

Nel periodo del primo lockdown da Coronavirus, io e Lorenza, come milioni di persone, siamo stati reclusi in casa per due mesi, ma non ci siamo mai abbattuti, abbiamo lavorato tantissimo concentrando le nostre energie su cosa potessimo fare, non su cosa stava crollando. Eravamo tristi per ciò che stava succedendo e al contempo consapevoli che, restando fermi, non avremmo aiutato proprio nessuno. Abbiamo pensato a come farci trovare pronti quando tutto sarebbe ripartito e, quando a maggio abbiamo riaperto lo studio, c’è stato un incremento del fatturato, risultato che non avremmo mai raggiunto senza un approccio costruttivo. Se non si può lavorare in studio, allora si può lavorare per migliorare le procedure, per ottimizzare i tempi e gli spazi, dato che abbiamo anche dovuto ridurre da cinque a quattro il numero delle poltrone disponibili, per creare una sala d’attesa aggiuntiva e rispettare le norme del distanziamento sociale. Non nascondo che lavorare in sintonia con mia moglie mi aiuta tantissimo a essere costante nella mia professione, i risultati ottenuti insieme e il modo di raggiungerli ci dicono che la nostra sinergia è molto forte, e me lo dicono anche tanti colleghi. Molti di loro spesso si trovano a discutere con i soci o a doverli tenere sull’attenti per mantenere costante l’operatività; io e Lorenza abbiamo la fortuna di stimolarci a vicenda, continuando a pianificare ogni giorno, senza farci dominare dal naturale istinto di inerzia. Quando la sera torniamo a casa, parliamo di come migliorare da un punto di vista professionale, ma non è qualcosa che ci pesa, lo facciamo perché ci viene naturale. Spesso ho seguito dei corsi specialistici grazie al suo stimolo, e spesso li ho seguiti in giro per il mondo insieme a lei, anche se si parlava di procedure odontoiatriche, cose che potevano interessarle solo indirettamente, ma lavorare in squadra significa anche questo. Anche io stimolo lei a partecipare a corsi di aggiornamento e formazione utili a farla crescere, posso dire che quando uno di noi ha pochi stimoli, c’è sempre l’altra metà che rinnova l’entusiasmo.

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